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Protesi di polso: una linea condivisa dagli specalisti dopo il face-to face di Savona 2010 

di Pier Paolo Borelli, Riccardo Luchetti, Massimo Ceruso, Sandra Pfanner

Se il percorso sarà parallelo a quello che ha riguardato le protesi di grandi articolazioni, come l’anca o il ginocchio, anche la protesi di polso raggiungerà un'affidabilità di risultati da poter essere indicata come prima opzione di trattamento e non come una “complessa” alternativa alla più sicura artrodesi totale di polso.

Il dottor Pier Paolo BorelliPossiamo considerare che negli ultimi 5 anni l’evoluzione tecnologica sulle protesi totali ha fatto passi da gigante. Il “press-fit”, la riduzione del braccio di leva, legata al fatto di limitare il “fissaggio” a livello carpale, il disegno “ellittico” del perno centrale che ha aumentato la Stabilità Intrinseca, sono tutti aspetti che hanno ridotto gli stress sul metacarpale e sul radio che una volta portavano alla temibile complicanza della “mobilizzazione” dell’impianto.
La “minima resezione ossea”, equipara la Re-Motion ad una protesi di “rivestimento” allargando gli orizzonti della sua applicazione, consente di mantenere integre le connessioni legamentose e le loro proprietà propiocettive, di aumentare la Stabilità Estrinseca dell’impianto e di dare al paziente la piacevole sensazione di tornare ad avere “un polso normale”, anche in caso di escursione articolare inferiore a quella prevista.


Il paziente mantiene il controllo neurosensoriale del suo polso!



Il Gruppo di Studio Internazionale sulla Re-Motion potrà fornire data base importanti sulle Complicanze o Fallimenti e le informazioni relative alla Re-Motion si aggiungeranno all’evidenza scientifica (1,2,3).
 
Il primo appuntamento importante sarà il prossimo congresso di Seoul dove il Prof. Guillaume Herzberg di Lione e il Dr. Michel Boeckstyns di Copenhagen porteranno i risultati preliminari sulle circa 800 protesi impiantate dal 2005.
Fino ad allora il “Processo Decisionale” si baserà sull’opinione del Paziente e del Chirurgo (4).
Bisogna sottolineare che il Chirurgo propende per il trattamento chirurgico rispetto al trattamento conservativo, ma non preferisce necessariamente la Protesi Totale rispetto all’Artrodesi Totale.

Ciò dipende dalla sua esperienza specifica sull’argomento.

 

 

Il Paziente di contro, soprattutto se reumatoide, considera il suo stato di salute e di “qualità della vita” molto più elevato rispetto a quello che una persona non malata potrebbe immaginare se si trovasse nelle condizioni di avere una malattia cronica ed invalidante come l’Artrite Reumatoide (4).

Ecco perchè il paziente tende ad accettare con “entusiasmo” anche procedure complicate come la Protesi di Polso, se proposte in modo “deciso e competente” al semplice fine di migliorare la “qualità” del risultato.

Quindi i data base diventeranno sempre più importanti nel Processo Decisionale, perchè saranno un importante strumento e punto di riferimento per tutti quei Chirurghi, che devono comunque essere particolarmente esperti nella Chirurgia di Polso, che sono ancora “titubanti” o non si sono ancora avvicinati al problema “Protesi Totale”, ma che si basano giustamente sull’Evidenza Scientifica della Letteratura che trasmette l’Atrodesi Totale come procedura “sicura”.

Tuttavia le nuove “conoscenze” ci hanno mostrato una discreta percenuale di complicanze anche nella Artrodesi Totale e proprio in quei pazienti ad alte richieste funzionali che hanno sempre rappresentato il Target per tale procedura.

Quindi in un momento come questo, in cui il Consenso Informato è alla base del Processo Decisionale (ill chirurgo ne è giustamente ma inevitabilmente influenzato) il problema è proprio quello di dover convincere un paziente a sottoporsi ad un intervento “demolitivo” importante in termini di sacrificio funzionale e anatomico, un intervento definibile e definito spesso come “ultima spiaggia”, ma che non può garantire un risultato duraturo nel tempo.

Allora, se vi è nel panorama scientifico un intervento, pur complicato, e che potrebbe essere anche considerato interlocutorio, ma che può mantenere il movimento in una articolazione importante come il polso perchè non proporlo?


1 Solleman C. et al.: One year result from an on-going multicenter study of the Avanta Wrist implant. IFSSH, March 2007.
2 Cooney W. P. : Mayo Clinic, Oral Communication, October 2007.
3 Adams BD: Complication of Wrist Artroplasty. Hand Clin 26, 2010.
4 Cavaliere CM, Chung KC: Total Wrist Arthrodesis in Rheumatoid Arthritis: A decision Analysis from the Hand Surgeons’ Prespective. JHS 33A, December 2008

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